La vera perla di Baveno

Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso ed il suo Battistero

La mappa di Baveno si irradia idealmente attorno alla Chiesa parrocchiale dei SS. Gervaso e Protaso, edificata nel XI secolo con pietre di granito locali. La dedicazione della chiesa rimanda ai due Santi Martiri romani, di cui corpi vennero trovati da Sant'Ambrogio, e testimonia così una sorta di dipendenza di Baveno dalla Diocesi milanese

La Chiesa con il vicino battistero, rapresenta il monumento più significativo di Baveno, un gioiello a due passi dall’imbarco per le isole.

A pochi minuti  dal frequentato lungolago, trovi una piccola oasi di pace e tranquillità il centro di Baveno  ospita la chiesa, il battistero paleocristiano di San Giovanni e una suggestiva via crucis edificata attorno al 1839 quando venne spostato il cimitero cittadino.

La chiesa  conserva tutto il suo splendore originario, la facciata a capanna è impreziosita da archetti pensili e ospita nella parte inferiore un unico portale a tutto sesto ai lati del quale sono state murate due lapidi romane, rinvenute nei dintorni.

Si possono ancora ammirare i resti di un affresco ornamentale raffigurante due figure umane racchiuse entro una cornice policroma.

Il campanile romanico a pianta quadrata svetta nel borgo, catturando immediatamente l'occhio del visitatore. 

I pilastri dell'arco trionfale sono adornati da affreschi romanico-gotici mentre la terza cappella a destra dell'unica navata ospita due tavole attribuite a Defendente Ferrari (sec. XVI) e facenti presumibilmente parte di un polittico: si tratta dell'Adorazione della Vergine e della Presentazione al Tempio.

Sull'arco dell'abside sono raffigurati i Santi Patroni, lungo le pareti l'Annunciazione attribuita a Camillo Procaccini (1551-1629), il Sacrificio di Isacco al Vermiglio e Santa Lucia di Isidoro Bianchi (1602-1690). Da notare anche i paliotti d'altare nelle cappelle laterali e, sulla volta centrale, il massiccio crocifisso ligneo cinquecentesco con la visione del Golgota affrescata dai Francinetti come sfondo.


Accanto alla chiesa è visibile il battistero paleocristiano caratterizzato da una curiosità: all'esterno presenta una pianta quadrata e all'interno pianta ottagonale, è stato rimaneggiato nel periodo rinascimentale. Al Battistero si accede tramite un porticato a quattro archi a tutto sesto su colonne di granito. Il livello del pavimento è inferiore rispetto a quello del sagrato, da ciò la necessità dei tre gradini.Ha la pianta all'esterno quadrata e all'interno ottagonale, per via della presenza di nicchie alternativamente rettangolari e semicircolari ricavate nello spessore della muratura. E' sormontato da un tiburio ottagonale che mostra all'esterno una volta a spicchi, su arco ribassato e che poggia su mensole decorate a motivi vegetali stilizzati.

Durante la ristrutturazione della canonica è emersa un’interessante stele funeraria scolpita con i ritratti di una famiglia (i volti dei due genitori ai lati e due visi di bambini al centro) d’epoca romana databile al I secolo d.C.
Numerosi i ritrovamenti: le due epigrafi ora inserite sulla facciata della chiesa e quella conservata a Milano; tavelloni e frammenti fittili rinvenuti sotto il Battistero insieme a monete di Arcadio (383-408); la vasta necropoli venuta alla luce nel 1844 e 1868 nel parco della Villa Trotti (poi Adami, ora Galtrucco) e un tratto di muro scoperto insieme a monete del III sec. d.C. durante i lavori per la costruzione delle “Fonti di Baveno”.